Assicurazione RC per operatori olistici: la guida

Il messaggio arriva di sera: una cliente è scivolata uscendo dalla sala, niente di grave, ma il polso fa male e domani va al pronto soccorso. Tu riavvolgi la giornata: il tappeto vicino alla porta, la luce bassa, il pavimento appena lavato. E ti accorgi che non sai rispondere alla domanda più semplice: se chiede i danni, chi paga?
Per le professioni del benessere l'assicurazione non è, in generale, un obbligo di legge. È una delle cose che la legge 4 del 2013 lascia alla responsabilità del professionista. Ma la differenza fra averla e non averla si misura esattamente in serate come quella del messaggio.
Le due coperture da distinguere
La responsabilità civile professionale copre i danni che puoi causare a terzi nell'esercizio dell'attività: la cliente che si fa male durante un trattamento, la reazione a un olio usato in seduta, l'infortunio durante una lezione che conduci. È la copertura che porta il tuo nome e ti segue dove lavori.
La responsabilità civile della struttura copre i danni legati al luogo: il pavimento scivoloso, lo scaffale che cade. Se ricevi in uno studio tuo, serve anche questa; se lavori in una struttura altrui, di solito è la struttura ad averla, ma conviene chiederlo per iscritto invece di presumerlo. La scivolata del nostro esempio sta proprio sul confine fra le due: è il motivo per cui vanno pensate insieme.
Cosa copre, in concreto
Una RC professionale ben fatta risponde quando un terzo subisce un danno e te ne chiede conto: paga il risarcimento entro il massimale e, nelle polizze migliori, anche le spese legali per difenderti, comprese le richieste infondate. Il massimale è la cifra oltre la quale la copertura si ferma: è il primo numero da guardare, prima del prezzo.
Le polizze non sono tutte uguali, e per le discipline olistiche la differenza la fanno le attività dichiarate: una copertura pensata per il counseling non copre automaticamente i trattamenti con contatto fisico, e una polizza da studio non copre da sola il ritiro residenziale con trenta persone. La regola è dichiarare per iscritto tutte le attività che fai davvero, comprese quelle occasionali.
Cosa non copre mai
Vale la pena dirlo senza giri: nessuna polizza copre l'esercizio abusivo di professioni sanitarie. Se un'attività è riservata a medici, fisioterapisti o psicologi, farla senza titolo non è un rischio assicurabile: è un illecito, e l'assicurazione non risponde. Lo stesso vale per i danni causati con dolo e, spesso, per le promesse terapeutiche: dire a una persona di sospendere una cura è fuori da ogni copertura, oltre che fuori da ogni serietà.
È il motivo per cui l'assicurazione non sostituisce i confini chiari della professione: li presuppone. Chi lavora dentro quei confini si assicura bene e a condizioni ragionevoli; chi li supera non è coperto da niente.
Il canale delle associazioni
Molte associazioni professionali della legge 4/2013 offrono convenzioni assicurative riservate agli iscritti: polizze collettive pensate per le discipline che rappresentano, spesso a condizioni migliori di quelle che un singolo otterrebbe da solo. È uno dei benefici concreti dell'iscrizione, insieme all'attestato di qualità.
Il costo di una RC per operatori del benessere dipende da troppe variabili per dare cifre oneste in un articolo: massimale, discipline coperte, contatto fisico o no, canale associativo o polizza individuale. Il metodo giusto è chiedere due o tre preventivi con la stessa descrizione scritta della tua attività, e confrontare massimali ed esclusioni prima dei prezzi.
Le domande da fare prima di firmare
Quali attività sono coperte, esattamente, e quali escluse. Qual è il massimale per sinistro e per anno. C'è la tutela legale, e fino a che importo. Sono coperti gli eventi fuori sede, i ritiri, le attività online. C'è una franchigia, e quanto pesa. Cosa succede se un sinistro viene denunciato dopo la fine della polizza, per un fatto avvenuto durante.
Sono sei domande. Un assicuratore serio risponde per iscritto a tutte; se qualcuna mette a disagio chi vende, hai imparato qualcosa di importante prima di pagare.
Da leggere insieme
Il quadro fiscale e contributivo è nella guida alla partita IVA, e la scelta del codice ATECO incide anche su come gli assicuratori inquadrano la tua attività.
Domande frequenti
L'assicurazione è obbligatoria per un operatore olistico? In generale no: per le professioni non organizzate della legge 4/2013 non esiste un obbligo assicurativo generalizzato. Ma molte associazioni professionali la richiedono ai propri iscritti, molte strutture la pretendono per contratto da chi collabora, e lavorare a contatto con le persone senza copertura è un rischio che ricade tutto su di te.
Cosa copre la responsabilità civile professionale? I danni causati a terzi nell'esercizio dell'attività dichiarata in polizza, entro il massimale: infortuni durante trattamenti o lezioni, danni collegati alla tua prestazione, e nelle polizze migliori le spese legali di difesa.
La polizza copre anche ritiri ed eventi? Solo se sono dichiarati. Le attività fuori sede, residenziali o con gruppi numerosi vanno indicate espressamente: una polizza da studio non le copre in automatico.
Cosa non copre mai una polizza? L'esercizio di attività sanitarie riservate ad altre professioni, i danni causati intenzionalmente e, in genere, le conseguenze di promesse terapeutiche. L'assicurazione protegge chi lavora dentro i confini della propria professione, non chi li supera.