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Naturopatia: cos'è e cosa dice la ricerca

Un naturopata ti ascolta per un'ora e ti fa domande su sonno, digestione, energia e abitudini. Cosa sia esattamente la naturopatia, però, è meno semplice da dire di quanto sembri. Questa guida spiega cos'è e cosa non è, cosa succede in un consulto e cosa dice la ricerca.

Cos'è la naturopatia

La naturopatia è un approccio non sanitario al benessere. Punta sulle capacità di riequilibrio della persona e lavora su alimentazione, stile di vita, rimedi di origine naturale e tecniche di rilassamento. Le radici stanno nei movimenti igienisti e della «cura naturale» fra Ottocento e Novecento, fra Europa centrale e Stati Uniti. La forma attuale è un contenitore che cambia molto da scuola a scuola.

In Italia il naturopata è una professione non organizzata: nessun albo, nessun percorso di Stato, nessun titolo abilitante. La cornice è la legge 4/2013, che permette l'esercizio libero e chiede in cambio trasparenza. In concreto, la parola «naturopata» sulla targhetta non garantisce da sola nessun percorso formativo. Esistono scuole serie con corsi pluriennali ed esistono attestati da un weekend. Distinguere è compito di chi sceglie, e più sotto c'è il come.

Cosa fa, e cosa non fa

Un naturopata serio lavora sull'educazione al benessere. Osserva le abitudini, propone aggiustamenti di alimentazione e stile di vita, suggerisce rimedi naturali e tecniche di gestione dello stress, e accompagna nel tempo. Fra gli strumenti più usati c'è l'aromaterapia, a cui abbiamo dedicato una guida a parte.

Quello che non può fare è tutto ciò che è sanitario: non fa diagnosi, non prescrive farmaci, non cura malattie, non sostituisce il medico. È il confine di legge che separa le professioni non organizzate da quelle sanitarie. Il naturopata che «diagnostica» un'intolleranza, che promette di curare una patologia o che suggerisce di ridurre una terapia sta superando quel confine. La cosa migliore da fare è alzarsi e uscire.

Come si svolge un consulto

Il primo incontro è soprattutto un colloquio, più lungo di una visita medica. Si parla di sonno, digestione, energia nelle diverse ore del giorno, alimentazione, stress, storia personale. Molti naturopati usano griglie di osservazione proprie della disciplina, dalla lettura della costituzione ad analisi non convenzionali. Queste ultime non hanno validità diagnostica, qualunque nome portino.

Alla fine arriva di solito una proposta: cambiamenti nelle abitudini, un piano alimentare orientativo, rimedi. È il momento di fare domande. Perché questo rimedio, cosa contiene, per quanto tempo, con quali controlli. Le risposte, e la disponibilità a darle, dicono molto della persona che hai davanti.

Cosa dice la ricerca

«La naturopatia funziona?» sono in realtà tre domande diverse, e conviene tenerle separate.

Il sistema nel suo insieme ha poche prove. Gli studi di qualità sull'efficacia della naturopatia come approccio complessivo sono scarsi, e quelli esistenti sono difficili da interpretare, perché ogni naturopata combina strumenti diversi.

Le componenti di buon senso stanno in piedi da sole. Mangiare meglio, dormire di più, muoversi, gestire lo stress sono raccomandazioni solide, che la naturopatia condivide con la medicina. Se un consulto ti porta a fare queste cose, ti fa bene. Ma ti avrebbe fatto bene comunque.

I singoli rimedi vanno giudicati uno per uno. La fitoterapia dipende dalla pianta: per alcune esistono studi seri, e proprio per questo esistono anche interazioni reali con i farmaci. L'iperico, per fare l'esempio più noto, interferisce con molti medicinali comuni. Sui fiori di Bach la risposta è chiara: la revisione sistematica degli studi clinici randomizzati pubblicata da Edzard Ernst su Swiss Medical Weekly nel 2010 non ha trovato differenze dal placebo negli studi rigorosi. Saperlo fa parte delle informazioni con cui si sceglie. Cosa sono, come si usano e perché molte persone riferiscono comunque di stare meglio lo spieghiamo nella guida ai fiori di Bach per l'ansia.

Naturale non significa innocuo

Erbe e integratori sono sostanze attive. Possono interagire con i farmaci, accumularsi, fare male in gravidanza o con certe condizioni. Le regole sono due, e non si discutono: il medico va informato di tutto quello che assumi, anche se «è naturale»; e nessuna terapia si tocca su consiglio di un naturopata. Un professionista serio queste due regole le dice lui per primo.

Come riconoscere chi lavora bene

I segnali sono quelli di sempre, applicati a questa disciplina.

Una formazione lunga e dichiarata, con scuola e ore verificabili. L'iscrizione a un'associazione professionale della legge 4/2013, con la dicitura di legge nei documenti. La trasparenza sui limiti: chi ti dice cosa non può fare per te è più affidabile di chi promette tutto. La collaborazione con la medicina invece della contrapposizione: il naturopata che parla male dei medici sta dicendo qualcosa di sé. Il metodo completo, con le domande da fare e le bandiere rosse, è nella guida per capire se un operatore è serio.

Domande frequenti

Il naturopata è un medico? No. In Italia la naturopatia è una professione non organizzata (legge 4/2013): il naturopata non fa diagnosi, non prescrive farmaci e non cura malattie. Chi supera questi confini sta violando la legge, oltre che la tua fiducia.

Cosa si fa in un consulto di naturopatia? Soprattutto un colloquio lungo su abitudini, sonno, alimentazione, digestione e stress, seguito da proposte su stile di vita e rimedi naturali. Le eventuali analisi non convenzionali proposte non hanno validità diagnostica.

La naturopatia funziona? Dipende da cosa si intende. Mangiare meglio, dormire e gestire lo stress fanno bene, ma non sono esclusive della naturopatia. Il sistema nel suo insieme ha poche prove di qualità, e i singoli rimedi vanno giudicati uno per uno: per i fiori di Bach, ad esempio, gli studi rigorosi non mostrano differenze dal placebo.

Posso sostituire una cura medica con la naturopatia? No, mai. Nessuna terapia si modifica o sospende su consiglio di un naturopata, e il medico va sempre informato di erbe e integratori che assumi. Un naturopata serio è il primo a dirtelo.