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Tenda rossa: cos'è, cosa si fa, come trovarne una vicino a te

La tenda rossa è un cerchio di donne con una forma precisa: ci si ritrova in uno spazio allestito di rosso, spesso intorno alla luna nuova o alla luna piena, per riposare, raccontarsi e ascoltare. Niente da imparare, niente da dimostrare. Chi la cerca di solito ha sentito la parola da un'amica, ha visto una foto di cuscini e teli rossi, e vuole capire cosa succede dentro, chi la conduce e come trovarne una vicino a casa.

Da dove viene

Il nome viene da un romanzo. Nel 1997 la scrittrice americana Anita Diamant pubblica La tenda rossa, una storia ambientata nel mondo biblico in cui le donne si ritirano insieme, in una tenda, nei giorni del ciclo e del parto. Il libro ha avuto un enorme successo e ha dato un nome e un'immagine a qualcosa che molte donne stavano cercando: uno spazio solo femminile, ciclico, senza compiti.

Negli anni Duemila l'immagine è diventata una pratica. Prima negli Stati Uniti, poi in Europa, gruppi di donne hanno cominciato a ritrovarsi in «tende rosse» mensili. In Italia esistono da più di dieci anni, in molte città e paesi, spesso condotte da facilitatrici che vengono dal lavoro sul ciclo mestruale, dall'ostetricia, dal counseling, dalle pratiche corporee.

Non è un'organizzazione: ogni tenda ha la sua facilitatrice e il suo stile. Questo è anche il motivo per cui conviene sapere cosa chiedere.

Cosa succede in una tenda rossa

Lo spazio è la prima cosa. Una stanza, a volte una tenda vera, con teli, cuscini, coperte e luci rosse. Ci si siede o ci si sdraia in cerchio. Dura in genere fra le due e le tre ore, di sera o nel fine settimana, una volta al mese.

L'apertura. La facilitatrice apre il cerchio: a volte con un gesto semplice, una candela, una parola, a volte con qualche minuto di respiro o di silenzio. Si ricordano le regole, che sono poche e sempre le stesse.

Il giro di parola. Ognuna, se vuole, dice come sta. Si parla una alla volta, le altre ascoltano. Non si commenta, non si consiglia, non si interrompe. Si può passare. È la parte centrale, e per molte è la prima volta in cui parlano senza che qualcuno risponda.

Il tema. Alcune tende hanno un filo: la fase del ciclo, una stagione, un passaggio della vita come la maternità o la menopausa. Altre no. A volte c'è un'attività semplice, scrivere, disegnare, un rilassamento guidato; a volte solo riposo.

La chiusura. Un gesto, un ringraziamento, un tè. Ci si saluta senza fretta.

Quello che non c'è: non ci sono esperti che spiegano, non c'è terapia di gruppo, non ci sono rituali che devi eseguire se non vuoi. Chi partecipa può solo ascoltare, anche per mesi.

Tenda rossa e cerchio di donne: la differenza

La tenda rossa è un tipo di cerchio di donne, con tre tratti che la distinguono. Il rosso e lo spazio allestito. Il legame con il ciclo mestruale e con la luna, che dà il ritmo mensile e spesso il tema. E il riposo come parte dell'incontro: in una tenda rossa ci si può sdraiare e non fare nulla, ed è considerato giusto così.

I cerchi di donne in generale sono più vari: possono avere un tema di lavoro, un percorso di più incontri, un'attività centrale. Se ti attira il formato ma non il legame con il ciclo, un cerchio di donne può essere più adatto. Se cerchi uno spazio dove il ciclo sia finalmente qualcosa di cui si parla, la tenda rossa nasce per quello. Abbiamo raccontato le quattro fasi del ciclo mestruale e come ascoltarlo in una guida a parte.

Cosa raccontano le donne che partecipano

Due cose tornano quasi sempre. La prima è la sorpresa di poter parlare senza essere interrotte o consigliate: sembra poco, e per molte è la prima volta da anni. La seconda è il permesso di riposare in compagnia, senza dover intrattenere nessuno.

C'è anche chi ci va una volta e non torna: troppo lento, troppo rosso, troppo intimo. È normale, e nessuna tenda seria insiste.

Quanto costa e come si partecipa

Molte tende rosse sono a offerta libera o chiedono un contributo per lo spazio, fra i cinque e i venti euro. Alcune facilitatrici che lavorano in modo più strutturato chiedono fra i venti e i quaranta euro a incontro, o un abbonamento mensile.

Si partecipa quasi sempre su iscrizione, perché il cerchio ha un numero massimo, in genere fra le otto e le quindici donne, e perché chi conduce vuole sapere chi arriva. Molte tende accolgono anche le ragazze dall'adolescenza, a volte con incontri dedicati a madri e figlie. Alcune sono aperte alle persone che si riconoscono nel femminile, altre no: chiedilo prima, senza imbarazzo.

Come trovarne una vicino a te, e cosa chiedere

Le tende rosse si trovano soprattutto attraverso le facilitatrici: ostetriche, counselor, operatrici del benessere femminile, insegnanti di yoga per donne. Molte pubblicano le date mese per mese. Su Aurya le professioniste che conducono cerchi e tende hanno una pagina con la loro formazione, le date e le recensioni di chi ha partecipato: le trovi per città, e gli incontri in programma stanno nel calendario delle esperienze.

Prima di andare, tre domande.

Chi conduce e da dove viene. Una tenda non richiede un titolo, ma la facilitatrice dovrebbe saper dire che formazione ha e da quanto conduce cerchi.

Quali sono le regole. Riservatezza, nessun consiglio non richiesto, libertà di non parlare. Se non te le dice lei, chiedile.

Cosa succede se qualcosa si muove. In un cerchio possono emergere cose grandi: lutti, separazioni, violenze. Una facilitatrice preparata sa accogliere senza fare terapia, e sa dire quando serve altro. Chiedile come gestisce questi momenti: la risposta ti dirà quasi tutto.

Domande frequenti

Devo avere il ciclo per partecipare? No. La tenda rossa nasce intorno al ciclo, ma accoglie donne in ogni fase della vita, comprese la gravidanza, la menopausa e chi non ha mai avuto il ciclo. Chiedi comunque alla facilitatrice: ogni tenda ha le sue regole.

Devo parlare per forza? No. Si può passare il turno e si può ascoltare soltanto, anche per molti incontri. Nessuna tenda seria obbliga a raccontarsi.

Quanto costa? Spesso è a offerta libera o con un contributo fra i cinque e i venti euro per lo spazio. Le tende condotte in modo più strutturato costano fra i venti e i quaranta euro a incontro.

È una cosa religiosa o esoterica? No. Ci possono essere gesti simbolici, una candela, un richiamo alla luna, ma non si chiede di credere a nulla. Il centro è la parola e il riposo.

Posso portare mia figlia? Molte tende accolgono le adolescenti, e alcune organizzano incontri dedicati a madri e figlie o al primo ciclo. Chiedi l'età minima a chi conduce.

Che differenza c'è con la terapia di gruppo? In una tenda rossa non c'è una terapeuta e non si lavora su un problema: si ascolta e si riposa. Chi attraversa una sofferenza importante trova in una tenda uno spazio di sostegno, ma il lavoro vero si fa altrove, e una buona facilitatrice lo dice.