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Yoga e ritiri in Lombardia e sul lago: weekend da Milano

Un ritiro di yoga per chi vive a Milano non ha bisogno di un aereo. Il lago di Como è a un'ora di treno, le valli bergamasche e la Valtellina a due, l'Oltrepò a meno di una. Questa guida spiega quali zone della Lombardia ospitano ritiri, in quale stagione conviene ognuna, quanto si spende, com'è una giornata e come si arriva senza auto. In fondo, come farsi avvisare quando un ritiro vicino apre le iscrizioni.

I laghi

I laghi sono la Lombardia dei ritiri più cercata, e sono quattro.

Il lago di Como è il più vicino a Milano e il più servito. Ha la forma di una Y rovesciata: a sud due rami, con Como su uno e Lecco sull'altro, e Bellagio sulla punta in mezzo. Le sponde sono ripide e i ritiri stanno spesso sopra i paesi, in frazioni a mezza costa da cui si vede il lago e si sale nei boschi in dieci minuti. Il ramo di Lecco è più ruvido e meno caro, con la Valsassina alle spalle.

Il lago Maggiore è diviso fra Lombardia e Piemonte. La sponda lombarda è quella orientale, in provincia di Varese, con Luino, Laveno e Angera: più tranquilla della piemontese e con meno turismo. Dietro c'è il Varesotto, boschi e piccole valli che molti milanesi non conoscono. È la scelta di chi vuole il lago senza la folla del Como.

Il lago di Garda, per la parte lombarda, è la sponda bresciana: da Sirmione e Desenzano a sud fino a Salò, Gargnano e Limone. È il lago più grande d'Italia e ha un clima quasi mediterraneo, con gli ulivi e i limoni. Sopra Salò, nell'Alto Garda, i ritiri stanno negli oliveti a mezza costa. È la zona più calda, per chi vuole praticare all'aperto già a marzo.

Il lago d'Iseo è il più piccolo e il meno noto, fra Bergamo e Brescia. In mezzo ha Monte Isola, un'isola grande e abitata, senza auto. A sud c'è la Franciacorta, a nord la Val Camonica. È il lago meno caro dei quattro.

Le Prealpi e le valli

Sopra i laghi comincia la montagna: la Lombardia dei ritiri d'estate e di silenzio.

Le Orobie sono le montagne bergamasche. Le due valli principali, la Val Brembana e la Val Seriana, salgono da Bergamo verso nord. Sono la montagna più vicina a Milano, un'ora e mezza fra treno e autobus, e ospitano i weekend di yoga e cammino da giugno a settembre.

La Valtellina è la valle lunga che dal lago di Como sale verso il confine svizzero, con Sondrio a metà e Bormio in alto. Ha i vigneti a terrazze sul versante esposto a sud e le terme. D'estate ospita i ritiri di una settimana in quota, d'inverno quelli di silenzio, con la neve fuori.

La Val Camonica sale dal lago d'Iseo fino al Tonale e all'Adamello. È conosciuta per le incisioni rupestri, patrimonio dell'UNESCO, e ha un carattere più appartato delle altre valli. Ospita ritiri piccoli, spesso di yoga e trekking.

Le colline: Oltrepò e Franciacorta

L'Oltrepò Pavese sta a sud del Po, oltre Pavia. Sono colline di vigne che salgono verso l'Appennino, con paesi piccoli e poco turismo. È la zona delle giornate di pratica in cascina e dei weekend di primavera, a prezzi più bassi dei laghi.

La Franciacorta è fra Brescia e il lago d'Iseo: colline moreniche, vigne, cascine e monasteri. Ospita i weekend che uniscono yoga, cammino fra le vigne e cucina.

A mezz'ora da Milano restano il parco del Ticino e la Brianza, che ospitano le giornate di pratica per chi la sera vuole dormire a casa.

Quando andare: ogni zona ha la sua stagione

Sui laghi le stagioni buone sono la primavera e l'autunno. Da aprile a giugno si pratica all'aperto, i giardini fioriscono e i paesi non sono ancora pieni. Settembre e ottobre sono più tranquilli, e l'acqua è ancora tiepida. Luglio e agosto sono caldi, pieni di turisti e più cari, soprattutto sul Como e sul Garda.

In quota si va d'estate. Da giugno a settembre le Orobie, la Valtellina e la Val Camonica hanno le giornate lunghe e la temperatura giusta per praticare fuori la mattina e camminare il pomeriggio. Agosto è pieno anche qui; giugno e settembre sono i mesi migliori.

D'inverno restano i ritiri di silenzio, nelle valli e in alcune case sui laghi. Il freddo, la neve e le giornate corte aiutano a stare dentro e a non parlare. Molti alberghi sui laghi chiudono da novembre a marzo; i ritiri usano case e centri che restano aperti. E quando Milano è sotto la nebbia, sui laghi e sopra i cinquecento metri c'è spesso il sole.

I ponti di primavera, il 25 aprile e il primo maggio, sono i weekend più richiesti. Chi li vuole sul lago di Como prenota a febbraio.

I formati del weekend, e quanto costano

Le cifre sono quelle del mercato italiano, le stesse delle guide alla Toscana e alla Puglia. In Lombardia la vicinanza a Milano rende il weekend e la giornata molto più diffusi della settimana.

La giornata è il formato più lombardo. Una domenica di pratica e pranzo in una cascina della Brianza o dell'Oltrepò, o in una casa sul lago, costa in genere fra i 60 e i 120 euro. Si parte la mattina e si torna per cena. È la spesa più bassa per conoscere chi conduce prima di seguirlo per un weekend intero.

Il weekend va dal venerdì sera alla domenica pomeriggio e costa fra i 250 e i 500 euro con vitto e alloggio. Da Milano si parte dopo il lavoro e si arriva per la cena. Il weekend corto, dal sabato mattina alla domenica, è una variante frequente sui laghi e costa un po' meno. La differenza fra le due cifre la fa la struttura: una casa semplice a mezza costa o una villa sulla riva.

La settimana, cinque o sette notti, sui laghi è rara e in quota è il formato dell'estate. Costa fra i 900 e i 1.800 euro tutto compreso. Sopra questa cifra si paga la struttura, non lo yoga.

Il treno e l'ultimo miglio

Quasi tutte le zone dei ritiri hanno una stazione, e da Milano i regionali partono ogni ora o ogni mezz'ora.

Per il lago di Como le linee sono due: da Milano Cadorna a Como Lago in un'ora, da Milano Centrale a Lecco in quaranta minuti. La seconda prosegue lungo la sponda orientale fino a Varenna e Colico, e poi in Valtellina, a Sondrio in due ore e a Tirano in due e mezza. Per il Maggiore lombardo si arriva a Laveno e Luino; per la sponda piemontese a Stresa, in un'ora.

Per il Garda bresciano la stazione è Desenzano, a poco più di un'ora. Per l'Iseo si cambia a Brescia, e la stessa linea prosegue in Val Camonica fino a Edolo. Per le Orobie si scende a Bergamo, a cinquanta minuti, e si prosegue in autobus. Per l'Oltrepò si scende a Voghera, in meno di un'ora.

Il problema è l'ultimo miglio, perché i ritiri stanno di rado accanto alla stazione. Sui laghi c'è il battello, che collega i paesi delle due sponde e in alcuni casi arriva più vicino della strada. Nelle valli ci sono gli autobus, con pochi passaggi la domenica. Quasi tutti i ritiri organizzano un passaggio dalla stazione a un'ora fissa: chiedilo prima di prenotare. Oppure si va in auto, e sui laghi d'estate il parcheggio è un problema vero.

La domenica sera i treni dal lago verso Milano sono spesso pieni: meglio guardare gli orari prima di decidere a quale ultima pratica restare.

Com'è una giornata sul lago

Sveglia presto. Sui laghi la pratica del mattino è spesso sulla terrazza o nel giardino. In primavera si comincia con la nebbia bassa sull'acqua, che si alza in un'ora. Poi la colazione, lunga. In tarda mattinata una seconda pratica, un laboratorio o un po' di pranayama. Il pranzo è vegetariano, cucinato lì, con i prodotti della zona.

Il pomeriggio è libero o ha un cammino. Sui laghi si sale nei boschi sopra i paesi, o si prende un sentiero lungo la costa; nelle valli si va in quota. Cosa cambia quando camminare è parte della pratica lo spiega la guida a bagni di foresta e cammini. Al tramonto una pratica lenta, la cena, e a volte un cerchio o una serata di suono.

Il tipo di yoga cambia la giornata. Un ritiro di ashtanga alle sei e uno di yin al tramonto sono due weekend diversi, e conviene sapere prima che differenza c'è fra gli stili. Se non hai mai praticato, un weekend con un programma dolce va bene per cominciare: cosa aspettarsi lo racconta la guida allo yoga per chi comincia.

Prima di prenotare, e come non arrivare tardi

Sul metodo valgono le guide generali: come scegliere un ritiro per tipo, durata e budget, le domande da fare prima di prenotare e cosa portare. Per la Lombardia si aggiungono tre domande: a che ora c'è il passaggio dalla stazione, se la sala di pratica è coperta, perché sui laghi in primavera piove, e quanto dista il primo sentiero. Alla valigia si aggiungono una giacca per la sera, anche a giugno, e scarpe da cammino.

Chi conduce, in Lombardia, spesso insegna a Milano durante la settimana e porta i suoi allievi sul lago nel weekend. Conviene conoscerlo prima: nella rete Aurya i profili degli insegnanti di yoga hanno formazione, sedi, listino e recensioni verificate, e quando uno di loro apre un ritiro compare lì.

Resta il problema dei tempi. I weekend sul lago di Como in primavera e i ponti si riempiono con mesi di anticipo, perché il pubblico di Milano è grande e i posti sono pochi. Per questo esiste il Cerchio: dici che tipo di ritiro cerchi e dove, e ti avvisiamo quando se ne apre uno che corrisponde, prima che finiscano i posti. Ci si iscrive in un minuto, gratis, da qui, e intanto si ricevono le meditazioni riservate.

Domande frequenti

Qual è il lago migliore per un primo ritiro da Milano? Il lago di Como, per la distanza e per l'offerta: un'ora di treno da Cadorna o da Centrale e molti ritiri di weekend. Chi vuole meno folla sceglie la sponda lombarda del Maggiore o l'Iseo; chi vuole il caldo già a marzo, il Garda bresciano.

Si può fare un ritiro in Lombardia senza auto? Sì, quasi ovunque. Treno fino alla stazione di riferimento, poi battello, autobus o il passaggio organizzato dal ritiro. Fanno eccezione le frazioni alte delle valli e le cascine dell'Oltrepò, dove il passaggio va concordato prima.

Ha senso un ritiro sul lago d'inverno? Sì, se cerchi silenzio. Le giornate sono corte e molte strutture chiudono, ma quelle aperte sono vuote e il clima è più mite della pianura. I ritiri di silenzio e di meditazione in Lombardia si tengono soprattutto fra novembre e marzo.

Come faccio a sapere quando apre un ritiro vicino a Milano? Iscrivendoti al Cerchio di Aurya con la zona e il tipo di ritiro che cerchi: ricevi un avviso quando un ritiro corrispondente apre le iscrizioni, prima che i posti finiscano.